I FINALISTI DEL 2006:
Alessandro Bardi (Prato) 'Solo una storia'
Saverio, vecchio minatore, passeggia per il bosco in attesa di entrare a visitare il museo del Parco di Gavorrano, ripercorrendo mentalmente gli episodi che hanno segnato la sua vita...
Claudia Chiti (Massa Marittima) 'Barbara'
La miniera vista con gli occhi di una ragazza tredicenne, nata e cresciuta in un piccolo villaggio minerario...
Diego Collaveri (Livorno) 'La stella nel pozzo'
La tragedia di Ribolla del 4 maggio 1954 vista dagli occhi di una vittima. Per non dimenticare!
Giovanni Delvò (Volterra) 'Doc Jim'
Siamo nei dintorni della miniera dismessa di Montebamboli... L'avventura (con risvolti sorprendenti) di due amici appassionati nella ricerca di vecchi edifici che abbiano una storia.
Franco Fedeli (Massa Marittima) 'Almanacco sportivo del '54'
Anno 1954: Fausto Coppi perde, a sorpresa, il Giro d'Italia: storia di una piccola, grande delusione sportiva a ridosso della tragedia mineraria di Ribolla...
Arrigo Filippi (Bergmo) 'Il cielo sotto i piedi'
Una vita trascorsa in miniera: memorie narrate in prima persona...
Vincenzo Gallico (Gottingen) 'Basta scavare'
Un medico ricorda gli ultimi giorni di vita di sua madre, mentre contemporaneamente va alla ricerca della memoria del padre - di cui ha solo una foto - fra le immagini del museo del Parco minerario di Gavorrano. Ma, vagando smarrito tra queste stanze, incontrerà una sorpresa: in carne ed ossa...
Ivano Mugnaini (Lucca) 'Il rovescio del sogno'
L'orgoglio per il proprio passato, il sogno per un avvenire migliore, le radici della propria terra: il recupero della memoria storica di un gruppo di minatori. Sullo sfondo, il dramma il Marcinelle...
Cinzia Murolo (Piombino) 'L'inglese'
1900: la Etruscan Copper Estate Mines di Londra ottiene la concessione per lo sfruttamento delle miniere di Campiglia. Speculazioni, errori, fallimento che fece epoca. Una giovane inglese torna quasi un secolo dopo sulle tracce del bisnonno geologo. Nelle pagine di un diario segreto, le trame all'ombra delle prime lotte sindacali: una storia d'amore e di lealtà...
Silvano Polvani (Follonica) 'La notte di S. Barbara'
Gavorrano, 1951: Elia è il protagonista di questo racconto sui valori del lavoro, la solidarietà, l'amicizia, la Giustizia. Nomi di fantasia: ma una storia vera!
Michela Radi (Campiglia Marittima) 'Numero di matricola: 3000 e passa'
I 40 anni di miniera del Sig. Rinaldo Rinaldi, classe 1924.
Antonino Silvestri (Napoli) 'L'uva rossa'
La miniera, il paese, la famiglia: il ricordo di una bambina diventata troppo presto donna. Un viaggio acre e dolce allo stesso tempo: troppo reale per essere solo un sogno...
I VINCITORI DEL 2006:
Daniela Raimondi (Londra) 1° CLASSIFICATA
'Nel buio'
Il racconto narra di una vicenda realmente vissuta, un disastro minerario fra i più gravi della storia avvenuto a Cherry, nell'Illinois, nel novembre 1906. Nell'incidente perirono quasi 300 minatori. Venti di essi riuscirono a salvarsi murandosi vivi a oltre 100 metri di profondità per evitare i gas tossici provocati dall'incendio. Fra questi, sei erano italiani...
Miria Magnolfi (Follonica) 2° CLASSIFICATA
'A Giotto, Pozzo Camorra-Ribolla'
Una lettera che una giovane e semplice donna appena trentenne scrive al suo grande amore, deceduto l'anno prima nella tragedia di Ribolla. Attraverso i ricordi e il racconto di quei 12 mesi trascorsi da sola con i suoi 4 figli, si rievocano i tempi e i luoghi di una struggente passione che la morte non potrà mai cancellare...
Luca Arnaudo (Roma) 3° CLASSIFICATO
'Galleria d'arte'
L'originale racconto di un artificiere minerario attraverso cui l'arte, la natura e il lavoro in miniera si combinano in un'opera sorprendente, realizzata nelle profondità di una galleria abbandonata... |
I FINALISTI DEL 2007:
Bruno Bianco (Asti) 'L'ultima decisione'
Nina torna con la memoria al periodo della sua giovinezza...
e prende coscienza dell'importanza della solidarietà verso le altre donne che vivono quanto da lei provato nel Passato: per costruire un futuro migliore.
Elena Cipriani Mazzantini (Grosseto) 'Quel giorno di maggio'
Brunilde, dalle lunghe e snelle gambe, sempre di corsa... incontro a un destino terribile che lei saprà esorcizzare con coraggio e umanità. Una storia che si tramuta in fiaba, con il tocco lieve di un sorriso che apre la porta alla speranza.
Tonina Facciani (Forlì) 'La fotografia'
Una foto ingiallita che riemerge dal passato, la consapevolezza del tempo perduto.
Un mondo che non esiste più, ma che continua a galleggiare nella memoria di una bambina ormai adulta ma non rassegnata.
Franco Fedeli (Massa Marittima) 'Libero'
Uno studente liceale, un anziano minatore, una missione da compiere:
salvare dall'oblìo perpetuo la memoria storica e culturale dell'epopea mineraria che ha segnato un territorio e la vita di migliaia di persone.
Daniele Gasperi (Massa Marittima) 'L'ultimo round'
Benvenuti contro Griffith, il Madison Square Garden, il sogno che diventa realtà: la vita di miniera vissuta come a bordo ring, sempre in bilico tra speranza e un tragico ko.
Pino Imperatore (Napoli) 'Una storia di sale'
1946: un ragazzo abruzzese parte per gli Stati Uniti. In tasca un portafortuna: un sacchetto di sale.
New York, 2002: davanti a Ground Zero, una bambina e un distinto anziano signore.
Che dalla tasca trae un misterioso sacchettino...
Miria Magnolfi (Follonica) 'La fiaba della seconda gita'
Una fiaba ha sempre un lieto fine: dopo le lacrime di A Giotto, ecco il sorriso. Un altro coinvolgente racconto della seconda classificata al Premio S. barbara 2006.
Karim Mangino (Salerno) 'Santa Barbara'
Una sperduta miniera nella Cina settentrionale, due gemelli dal nome uguale, un italiano irascibile ma di buon senso: Li Wang, nel buio della galleria crollata, accarezza una figurina con una strana immagine di donna...
Cristina Martelli (Grosseto) 'La vita dentro'
Lo scorrere del tempo, in un paesino minerario: amicizie, contrasti, amori, rancori. Passano le stagioni, al centro di tutto rimane la miniera...
Ivano Mugnaini (Lucca) 'La parete cieca'
'Dal momento del crollo, nessuno di noi ha più aperto bocca.
E' mancata la forza per farlo. O magari, a ben pensarci, è mancato qualcos'altro...'
Un racconto di miniera da leggere come un giallo.
Flavia Musella (Grosseto) 'Da tagliaboschi a minatore'
Protagonista, suo malgrado, un asino: la cui morte segna il destino del suo proprietario.
Una scrittura arguta, vivace, che scivola via con garbata ironia.
Milly Nale (Manciano) 'Quando le foglie muoiono'
Duccio e Ciuffo: una coppia inseparabile.
Un bambino di campagna e il suo asinello.
Ma la fine dell'infanzia è dietro l'angolo...
Simone Pazzaglia (Gavorrano) 'A un passo'
Un vero e proprio noir sullo sfondo delle miniere.
Un omicidio, un'esplosione.
Basta un passo, e si varca la soglia della lucida follia...
Norberto Sabatini (Ribolla) 'Com'eri bello figlio mio'
La tragedia di Ribolla, lo strazio di una madre.
Il tempo che scorre tra angoscia e disperazione.
I nomi dei protagonisti, purtroppo, sono veri...
Piero Simonetti (Gavorrano) 'Andavano in miniera e vivevano con orgoglio'
La dura vita dei minatori, ma anche l'orgoglio di far parte di una straordinaria avventura.
Uno spaccato su un'Italia che, nel bene e nel male, non esiste più.
Gaetano Telloli (Marina di Grosseto) 'Lettere da Marcinelle'
Bruno, 20 anni, lascia il suo paese per andare a lavorare in Belgio, nelle miniere di Marcinelle.
Dalle sue lettere, il presagio dell'imminente tragedia.
Enzo Tonini (Gavorrano) 'Il mezzadro'
Nella Maremma a cavallo tra il 1943-'45, le peripezie di un giovane mezzadro tra le follie della guerra civile, fugaci amori e la scoperta di nuovi orizzonti.
Ester Tutini (Gavorrano) 'La luce della montagna'
'Dentro di sé, la montagna ha ancora la sua luce, quella di decine di elmetti e acetilene, che ha voluto tenere per sé, per sopravvivere del loro calore'. Quando la miniera incontra la poesia.
I VINCITORI DEL 2007:
Norberto Sabatini (Ribolla) 1° CLASSIFICATO
Com'eri bello figlio mio
Dov'era Dio? E' questa la domanda straziante che si pone la madre di Rolando, ragazzo di 17 anni morto a causa dell' esplosione di grisou avvenuta nella miniera Ribolla il 4 maggio 1954. Le vicende collegate a questo tragico episodio sono state descritte ed affrontate da tanti punti di vista, a partire dall'ormai classico volume scritto da Carlo Cassola e Luciano Bianciardi. Ma, in questo racconto, l'autore riesce a rendere palpitante e vivo il dolore più gigantesco ed immane che possa essere pensato: la morte di un figlio. Nel testo dunque si snoda il racconto della madre, in cui si intrecciano e si confondono i ricordi di una vita, le delicate immagini del figlio, del suo volto, dei suoi occhi, della sua andatura, del suo odore e la realtà concitata dei soccorsi, le voci, il clamore, tutto sospeso in uno spazio allucinato e deformato tra speranza e disperazione.
Ed è proprio tra disperazione e speranza che si muove il ritmo sinuoso del racconto, fino al trattenuto urlo finale, quel Com'eri bello figlio mio… in cui, nel ritmo lento della litania, in quell'ultima espressione di amore impastato di lacrime, sembra quasi di poter cogliere, in filigrana, un segno lieve eppure potente di riconciliazione.
L'autore, mostrando una sicura padronanza degli strumenti lessicali e stilistici, riesce in tal modo a rappresentare con straordinario vigore espressivo e visivo uno dei momenti più strazianti di una tragedia la cui memoria è da ritenere ormai parte costitutiva e fondante della storia culturale del territorio.
Elena Cipriani Mazzantini (Grosseto) 2° CLASSIFICATO
Quel giorno di maggio
La miniera è calda, viva, come una donna, ha il colore bruno della notte: queste le parole con cui Guglielmo cerca di rassicurare la moglie Brunilde sul suo lavoro in miniera. Ma Brunilde, che per amore del suo Memmo rinuncia al lavoro come maestra, sente che nel sottosuolo si nascondono non solo la calda vitalità della notte, ma anche la buia ed abissale opposizione alla vita, simboleggiata nello straziato simbolismo della vicenda di Orfeo ed Euridice; immagina e percepisce il sottosuolo come un ambiente oscuro, indefinibile, pericoloso, malvagio. Ed è proprio in quell'Ade evocato e temuto che Guglielmo è costretto suo malgrado a scendere, in una mattina di primavera. Brunilde, per continuare a parlare ai figli del padre, per continuare a tenerne viva la memoria, si immagina allora un mondo fantastico, in cui la vita sotterranea del marito possa essere almeno immaginata. Cerca di utilizzare il potere salvifico della fantasia, se non della poesia come aveva cercato di fare Orfeo, per esorcizzare e vincere la morte. Amore e morte dunque si intrecciano e si rincorrono in questo racconto delicato e lieve, in cui più che gli eventi, nella loro cruda e tragica materialità, contano i sentimenti ed i moti dell'animo, descritti con dolce, attenta, partecipe adesione.
Karim Mangino (Salerno) 3° CLASSIFICATO
Santa Barbara
Li Wang ed il suo doppio. Sono due gemelli cinesi, costretti per molti anni ad nascondere, unificandole, le proprie identità per non incorrere nelle sanzioni previste dalle autorità, i protagonisti di questo racconto costruito con ingegnosa cura in una esotica ed inconsueta ambientazione. La vicenda infatti si svolge in aree minerarie localizzate in prossimità della città di Yangquan, nella regione dello Shanxi, dove arriva a lavorare, per 1000 yuan al mese, il giovane Li Wang, uno appunto dei due gemelli cui i genitori erano stati costretti a dare lo stesso nome.
In questa rapida e traumatica iniziazione alla vita Li Wang scopre l'autonomia, la libertà, ma anche la durezza e la tragicità del lavoro in miniera. Con grande delicatezza è tratteggiata anche la figura di Alfredo Sarno, italiano trapiantato in Cina a rappresentare una azienda specializzata nella produzione dei diversi tipi di accessori per minatori, che regala a Li Wang una immagine di Santa Barbara. Ed è proprio questa immagine, vagamente interpretata come una sorta di dea, che il ragazzo si rende conto di avere con sé quando, con un enorme muggito la galleria messa in sicurezza in modo approssimativo crolla, e si richiude sopra di lui. Ma, alla fine, con Santa Barbara tra le mani, arrivano anche lo voci dei soccorritori
Il Presidente della Giuria
Pamela Villoresi
La Giuria ha poi deciso di assegnare una 'Menzione speciale' al saggio (inedito) 'Ravi: una storia, una miniera, un destino', scritto dallo scomparso Athos Soldatini nel 1963. |