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ITINERARI e PERCORSI
La molteplicità dei siti di cui si
compone il Parco richiede un sistema ragionato di percorsi
che consenta ai visitatori di scegliere fra diverse opzioni
di visita, ad ognuna delle quali corrispondono itinerari specifici,
più o meno selettivi secondo l'interesse mirato dell'osservatore.
I percorsi individuati possono essere pertanto classificati
secondo tre categorie ordinate secondo una progressione che
va dal settoriale a generale, in funzione del carattere più
o meno specialistico dell'itinerario corrispondente: si hanno
quindi itinerari dei minerali e percorsi
tematici.

| ITINERARIO DELL'ALLUME

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L‘itinerario
dell’allume inizia dalla cava di Poggio Speranzone
e giunto in prossimità di Pian delle Gore si
biforca a sud-est verso il Cavone, mentre a nord-est
prosegue verso Monteleo. Il Cavone è identificabile
con l’Allumiera di Massa Marittima, già
nota in documenti del XV secolo. Bagno del Re costituiva
un importante località termale di epoca romana-repubblicana.
L’itinerario si conclude presso le grandi Cave
di Monteleo dove sono presenti anche alcuni forni per
l’arrostimento del minerale. |
| ITINERARIO DEL FERRO
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L‘itinerario del ferro, se
percorso da nord a sud, offre la possibilità
di una visita per ordine cronologico dei luoghi di lavorazione
siderurgica. Si comincia dalle ferriere del Belagaio,
della Torniella e di Gabellino (antichi luoghi di attività
fusoria di epoca medievale) e successivamente si incontrano
i Forni dell’Accesa i cui impianti furono completamente
rimodernati nel 1784 e smobilitati nel 1830 causa lo
sviluppo degli impianti follonichesi (dopo il 1840 tali
forni furono riconvertiti in forni di fusione del rame).
Proseguendo in direzione ovest verso la Val di Pecora
si incontrano le ferriere di Valpiana, dove l’attività
siderurgica fu iniziata da Cosimo I dei Medici e ulteriormente
sviluppata nell’800. Il percorso si conclude a
Follonica nell’area Ex-
Ilva che rappresenta la siderurgia più evoluta
del XIX secolo. Sulla costa sono ancora visibili le
tracce dell’antica lavorazione dell’ematite
elbana; in località Rondelli gli scavi archeologici
hanno individuato un insediamento produttivo di
epoca etrusca, mentre al Puntone Vecchio sono visibili
le rovine di una villa romana di epoca imperiale con
i resti delle intense lavorazioni metallurgiche. |
ITINERARIO DELLA LIGNITE
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L‘itinerario della lignite
inizia dal centro produttivo di Ribolla le cui attività
estrattive furono avviate negli anni quaranta dell’800
ma la cui produzione si intensificò in occasione
della prima guerra mondiale e della politica economica
autarchica del fascismo. La seconda tappa dell’itinerario
riguarda la miniera di Casteani che, unita a quella
di Ribolla da una decauville nel 1801, interruppe l’attività
estrattiva nel 1908 per esaurimento del giacimento.
Il percorso prosegue verso la Castellaccia dove le
attività furono intraprese nel 1842 e sospese
nel 1884; le nuove ricerche intraprese dalla Montecatini
nel 1960 si rivelarono deludenti. L’itinerario
si conclude presso le miniere di Montebamboli i cui
giacimenti furono individuati per la prima volta da
Teodoro Haupt; le zone di estrazione erano due, una
in riva al rio Torto, l’altra in prossimità
del rio Piastrello. |
ITINERARIO DELLA PIRITE
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L’itinerario della pirite
è quello che meglio documenta i metodi di coltivazione
e le tecniche di trattamento minerario del Novecento.
Lungo questo percorso sono visibili le testimonianze
più imponenti degli impianti minerari di superficie
ancora presenti nelle Colline Metallifere. Il percorso
può essere effettuato in direzione contraria
a quella che seguiva il minerale spostandosi dai luoghi
di estrazione ai luoghi di spedizione. Procedendo quindi
da sud a nord si incontrano Portiglioni e il Cantiere
di Scarlino, terminali della rete di teleferiche che
trasportava il “mercantile” dai luoghi di
estrazione ai luoghi d’imbarco via mare e via
ferrovia. Il polo successivo è quello della miniera
di Gavorrano dove confluivano per il trattamento le
produzioni delle altre sezioni collegate (Rigoloccio,
Ravi e Valmaggiore). La tappa successiva è quella
della miniera di Fenice Capanne con la cui acquisizione
la Montecatini fece il suo ingresso nelle Colline Metallifere
nel 1899. Proseguendo verso nord, oltre Massa Marittima,
si incontra Niccioleta che rappresenta l’esempio
più compiuto di integrazione fra cantiere e villaggio
minerario. Il luogo “vuoto” di Campiano
(in ordine di tempo l’ultima miniera ad essere
dimessa) conclude un percorso che non
è soltanto quello della pirite ma anche quello
di una prestigiosa storia d’impresa qual è
quella della Montecatini. |
ITINERARIO DEL RAME
E ARGENTO
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L‘itinerario
del rame e dell'argento inizia da Pian delle Gore, dove
si conservano i resti delle lavorazioni di epoca medievale.
Nell’area si possono osservare ingenti accumuli
di scorie e i resti di una struttura ricavata nel banco
di travertino che utilizzava la forza idraulica per
muovere un sistema di magli. Lungo la strada sono infine
visibili alcuni piccoli forni di incerta datazione.
Da Pian delle Gore si procede per gli impianti di Valpiana
e Forni dell’Accesa che furono attivi nell’800:
i primi subiscono nel 1883
diverse modifiche per poter lavorare nei forni non più
il ferro ma il rame (nel 1884 si decide di fondere i
minerali di rame per il trattamento elettrolitico; ciò
scatena numerose proteste da parte dei proprietari confinanti
per i danni alle colture). Nei Forni dell’Accesa
invece una parte degli stabilimenti fu concessa nel
1832 dal Granduca Leopoldo II all’imprenditore
Luigi Porte per costruire una fonderia di rame dove
sarebbe stato lavorato il minerale proveniente dalla
miniera di Montecatini Val di Cecina. Proseguendo l’itinerario
si incontra la località della Pesta dove nell’800
era presente un impianto per la frantumazione e il lavaggio
di rame e piombo argentifero. Dirigendosi verso nord
ci si imbatte nel vecchio insediamento minerario di
Fenice Capanne dove il minerale cuprifero iniziò
ad essere coltivato fin dagli anni
trenta dell’800. Sul versante occidentale del
vicino Poggio di Serrabottini sono visibili numerosi
accessi al sotterraneo (piccoli pozzi del diametro di
circa tre metri), ultime testimonianze del campo minerario
di “Pozzaie”, ricordato dagli Statuti massetani
della fine del XIII secolo. Altri luoghi di lavorazione
del rame di epoca pre-industriale sono raggiungibili
attraverso diramazioni che si staccano dal percorso
principale che da Fenice Capanne conduce alle miniere
del Merse. Nell’area nord del percorso in località
Monte Gai (valle dello Stregaio) e Poggio
Mutti sono agevolmente accessibili altri luoghi minerari
di epoca medievale e ottocentesca, dove tutt’ora
è possibile osservare imbocchi di pozzi e gallerie. |
PERCORSO DEI CASTELLI
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Il percorso comprende
tutti i castelli medievali presenti nell'area del Parco.
Nella zona nord si possono annoverare i castelli di
Cugnano, Gerfalco, Travale, Montieri, Boccheggiano,
Rocchette Pannocchieschi e la Rocca degli Alberti. Nella
zona di Roccastrada i Castelli di Sassoforte, Roccatederighi
e Montemassi; ed infine Scarlino a sud. |
PERCORSO DELLE MINIERE
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Alli'interno del percorso delle
Miniere sono racchiuse tutti i siti caratterizzati da
una diretta attività estrattiva. Dalle miniere
di allume (contrassegnate dal colore bianco), a quelle
di pirite (giallo oro), lignite (nero) e rame (verde). |
PERCORSO DELLA METALLURGIA
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Lungo il percorso della Metallurgia
è possibile incontrare tutti i luoghi caratterizzati
dalla lavorazione dei metalli. Dalle lavorazioni del
ferro (contrassegnate dal colore rosso), alle lavorazioni
del rame (colore verde) |
PERCORSO DELLA GEOTERMIA
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Il percorso si sviluppa essenzialmente
nell'area di Monterotondo Marittimo, caratterizzata
da una forte presenza di attività geotermica.
Lungo il percorso manifestazioni geotermiche naturali
con la foriuscita dal terreno di vapore, presenza di
fumarole, putizze e lagoni, insieme a pozzi geotermici
e centrali elettriche. Sono presenti anche interessanti
realtà termali. |
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