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Locandina raffigurante il duomo di Massa Marittima
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    IL PARCO

    Negli ultimi decenni le risorse culturali e naturali sono al centro di un dibattito che le vede come fattore di sviluppo economico e territoriale. La necessità di ripensare la natura degli interventi di valorizzazione del patrimonio culturale e naturale ridefinendoli nell’ambito di una strategia più integrata a livello territoriale, ha aperto la strada ad una politica di sinergie nei diversi campi dello sviluppo locale. La dismissione delle miniere verso la fine del secolo scorso ha profondamente cambiato l’intero territorio delle Colline Metallifere (economia, occupazione, rapporti sociali, immigrazione, espansioni urbane e villaggi minerari, paesaggio, rapporti città-campagna,cave, discariche) lasciando letteralmente un “vuoto di futuro” per le attuali e le nuove generazioni. Il progetto del Parco ha cercato di cogliere e in parte riempire di contenuti questa mancanza. Il percorso intrapreso, quindi, è stato inteso come strumento per una complessa valorizzazione del territorio basata sulla fruizione del patrimonio culturale attraverso lo strumento dell’ecomuseo e, più in generale, sulla riqualificazione ambientale contribuendo alla ridefinizione degli indirizzi culturali, socio-economici e di pianificazione territoriale delle Colline Metallifere. Un nuovo modello di sviluppo, quindi, che fonda le sue radici sulle risorse culturali, museali e ambientali. Le offerte culturali del Parco, oltre a richiamare un particolare target di turisti (persone particolarmente sensibili ai temi ambientali per interesse e professione), possono offrire una opportunità di crescita culturale anche a visitatori non momeno coinvolti che hanno l’opportunità di trovare nuove chiavi di lettura per la comprensione del territorio. Ed è proprio questo il senso del progetto: la capacità di sviluppare una offerta originale basata sulla tradizione del lavoro e di antichissimi saperi e su un ambiente naturale suggestivo e unico. Dal 1 ottobre 2010 il Parco è entrato nella European and Global Geoparks Network sotto gli auspici dell’UNESCO con il nome di TUSCAN MINING GEOPARK, una rete mondiale di geoparchi. Questa rete è una reale opportunità di confronto con altre esperienze europee e del mondo per continuare a percorrere la strada verso un turismo sostenibile, lento e di qualità.

    Luca Agresti - Presidente del Parco Nazionale Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane


    IL PARCO NAZIONALE TECNOLOGICO E ARCHEOLOGICO DELLE COLLINE METALLIFERE

    Il paesaggio minerario toscano

    ll Parco nasce dalla volontà di non disperdere la storia della attività minerarie e della metallurgia che si sono succedute nel comprensorio delle Colline metallifere Grossetane per circa tre millenni e che hanno influito alla determinazione del loro paesaggio culturale.
    La salvaguardia dei siti industriali e minerari dismessi, integrata alle notevoli risorse naturalistiche ed a fulgidi esempi della architettura ed arte medioevale, esistenti copiosamente nella zona, fanno delle Colline Metallifere un itinerario per un turismo diverso.
    Il tema conduttore è la riscoperta delle tracce delle miniere ed il lavoro nel sottosuolo. Inevitabilmente, nel viaggio, attraverso queste terre, si sovrappongono una natura straordinaria e testimonianze di cultura di grande interesse.

    Il Parco Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane, uno dei primi a carattere tematico istituito in Italia dal Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio, è destinato a occupare un posto di rilievo nella rete dei parchi europei: il valore delle sue testimonianze archeologiche, la significatività del suo patrimonio archeo-industriale e la qualità delle sue risorse ambientali e paesaggistiche ne fanno un parco politematico che trova difficilmente altre esperienze riscontrabili.

    Istituzione del Parco

    Come conseguenza di questa tenace azione difensiva è stato istituito (con decreto ministeriale 28/2/2002 dal Ministero dell'Ambiente in applicazione alla legge 388/2000) il Parco Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere che si colloca fra i parchi di archeologia industriale: esso è finalizzato a offrire ai visitatori l'opportunità di accostarsi a un patrimonio molteplice, dove la storia, l'arte, l'ambiente, la tecnica e le diverse culture del lavoro che si sono succedute diventano gli elementi di una struttura profonda del territorio che il Parco intende restituire in tutta la sua ricchezza e complessità. L'originalità del Parco si segnala è innanzitutto dovuta al suo carattere multitematico: il suo pregio e la sua attrattiva dipendono da un'offerta molteplice di temi di interesse, legati all'archeologia etrusca e medievale, all'archeologia industriale, al patrimonio naturalistico e ambientale, al patrimonio storico-architettonico (centri storici, castelli, ecc.) e al paesaggio. Per la sua struttura multipolare il parco non costituisce un areale continuo che si sovrappone a tutto il territorio delle Colline Metallifere, esso ha invece, natura di Network Park la cui unitarietà non è data dalla continuità territoriale quanto dalle sue caratteristiche di rete che interconnette un sistema disgiunto di "zone a parco" dove si concentrano le maggiori occasioni di offerta culturale e di intrattenimento. Il parco infatti per la sua profondità storica abbraccia un insieme di testimonianze dell'attività metallurgica e mineraria che si distribuiscono su un lunghissimo arco storico, dall'epoca etrusca fino all'età
    contemporanea.


    Il Parco comprende il territorio dei sette Comuni a nord della Provincia di Grosseto: Follonica, Gavorrano, Massa Marittima, Montieri, Monterotondo Marittimo, Roccastrada e Scarlino, ed è costituito da un Consorzio di cui fanno parte Ministero dell'Ambiente (che nomina il Presidente), Ministero dei Beni e le Attività Culturali, Regione Toscana, Provincia di Grosseto, Comunità Montana Colline Metallifere e le sette Amministrazioni Comunali (che nominano in loro rappresentanza il Vice Presidente).
    Le finalità istituzionali del Parco riguardano il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio ambientale, storico-culturale e tecnico-scientifico delle Colline Metallifere, segnate in particolar modo dall'esperienza mineraria, promuovendo un circuito turistico-culturale.

    Porte del Parco

    Il progetto Porte del Parco prevede l'apertura di uno o 2 luoghi di accesso alle strutture museali o culturali in genere in ogni comune del Parco.Tali luoghi di accesso vengono detti Porte del Parco.
    La missione di ogni Porta è quella di promuovere la conoscenza del mondo minerario, del paesaggio storico, della storia delle attività estrattive e soprattutto dell'identitattività del territorio delle Colline Metallifere Grossetane.
    L'attività di possono essere di varia tipologia (Centri informazione, Centri di documentazione, Biblioteche, Musei, Parchi) e offre vari servizi:
    informazione sui siti del Parco Nazionale e dei servizi ed attivitattività che offrono percorsi museali, attivitattività didattiche, ospitare mostre ed esposizioni, ospitare eventi e manifestazioni, vendita di materiale divulgativo e didattico.
    Le Porte sono gestite direttamente dai comuni anche perchè le strutture museali e/o culturali sono di proprietattività comunale.
    Il Progetto individua una Porta-Coordinatore che ha il ruolo di uniformare e supportare tutte le altre Porte nelle varie attività. Il Progetto, inoltre, definisce un piano di aperture annuali, un calendario di attività da realizzare e assegna un contributo alla gestione erogato in cofinanziamento con il Parco Nazionale. Attualmente il Parco copre il 70% delle spese di gestione e permette una conduzione coordinata e corale delle strutture culturali che fanno riferimento al Parco Nazionale.
    Le "Porte del Parco" sono state inaugurate nella primavera del 2005.


    Il Master Plan

    Un aspetto fondamentale comunque per lo sviluppo del Parco, è l'attivazione di una sinergia con tutti gli attori del territorio in modo da realizzare un piano di indirizzo generale per permettere il coordinamento degli aspetti di conservazione, valorizzazione, fruizione e gestione del patrimonio ambientale e culturale in rapporto con lo sviluppo della ricerca scientifica, dei progetti culturali legati alle forme di espressione artistica, della formazione, della didattica e della promozione turistica.
    La gestione di tutti questi aspetti non poteva prescindere dalla realizzazione di un vero e proprio MASTERPLAN la cui idea progetto non fosse orientata soltanto alla conservaione di qualche emergenza isolata, ma alla valorizzazione di un vasto territorio investito da una plurisecolare attività estrattiva e metallurgica.
    Grazie al lavoro di due unità di progetto (Dipertimento di Archeologia e Storia delle Arti dell'Università di Siena (coordinatore scientifico Riccardo Francovich) e Preite Maciocco Associati (Coordinatore Massimo Preite), il Parco Nazionale ha prodotto nel 2007 questo strumento che, lungi dall'essere un punto di arrivo, ha come fine quello di conseguire la tutela del patrimonio e determinare occasioni di sviluppo economico, di valorizzazione dei propri beni culturali con una fruizione integrata dei vari aspetti (archeologici, ambientali, turistici) attraverso un'applicazione ragionata degli strumenti di gestione del territorio (urbanistica, vincoli).
    Pilastro fondamentale per la definizione del Master Plan è la conoscenza del patrimonio, primo passo per la tutela e la conservazione e per l'impostazione per gli indirizzi di progettazione, programmazione e gestione.
    Il Mater Plan ha prodotto una serie di elaborati cartografici e di documenti propositivi intesi a favorire puntualmente le caratteristiche funzionali ed organizzative dei diversi luoghi del Parco. In particolare:
    - la mappa localizzativa e l'inventario dei siti;
    - l'individuazione dei luoghi di eccellenza;
    - i percorsi di visita e le attrezzature di supporto;
    - l'individuazione delle porte di accesso;
    - la definizione del contenuto museografico dei siti espositivi;
    - la fattibilità urbanistica del Master Plan in armonia con gli strumenti vigenti e della pianificazione territoriale ed urbanistica;
    - le fasi di attuazione del Parco.

    Geotursmo ed economia

    Il territorio di pertinenza del Parco interessa zone caratterizzate da una diversa vocazione economica tra cui spicca l’attività turistica, in modo particolare quella balneare, che si concentra nei mesi estivi lungo le coste. E’ presente anche il turismo culturale delle città d’arte (Massa Marittima) e nella ricettività ha un importante peso l’attività agrituristica che è diffusa in tutto l’entroterra collinare con un elevato standard qualitativo.
    Il territorio è anche interessato da attività economiche legate al mondo vitivinicolo, olivicolo, agricolo e all’allevamento, caratterizzato da produzioni tipiche in molti casi di eccellenza (salumi di cinta senese, miele, olio, vino di alta qualità).
    La pressione turistica è accentuata soprattutto nei mesi estivi grazie alla presenza di frequentate e conosciute località marine (Follonica, Scarlino). Ma a partire dagli anni ’90 si è assistito alla volontà di diversificare l’offerta indirizzandola verso un turismo sostenibile, in cui la componente ambientale è diventata l’elemento saliente e particolare.
    Ecco che, proprio a partire da questo periodo, dopo la dismissione delle attività minerarie, sono nati i primi progetti di recupero del patrimonio del Parco, la realizzazione del Laboratorio di Educazione Ambientale presso Gavorrano e la costituzione di una rete sentieristica trekking che copre quasi tutto il territorio del Parco.
    Questi poli hanno offerto alle comunità locali una opportunità di crescita culturale, di consapevolezza e di recupero della memoria che si stava perdendo dopo l’abbandono dell’attività mineraria. Nello stesso tempo hanno dato il via ad un processo di destagionalizzazione con la possibilità di frequentazione di questi luoghi in momenti lontani dal periodo estivo. Questo fenomeno ha consentito di valorizzare anche le zone meno sviluppate dal punto di vista dell’offerta, attraverso proposte di turismo verde, sostenibile, di nicchia. E’ il caso del Parco delle Biancane, splendido geosito con manifestazioni geotermiche di importanza internazionale, che, grazie ad un percorso attrezzato, è frequentato con interesse da migliaia di visitatori durante tutti i mesi dell’anno.
    Di particolare rilevanza è anche il turismo scolastico (del territorio ed esterno proveniente da plessi scolastici di primo e secondo grado delle scuole toscane e del centro-nord) concentrato soprattutto nei mesi di marzo-maggio per quale il Parco offre percorsi museali, visite guidate e laboratori didattici. In particolare tali laboratori, proposti insieme alla visita delle strutture museali (ad es. Museo della Miniera, Museo e Storia e Arte delle Miniere di Massa Marittima; Museo del Ferro e della Ghisa di Follonica, Museo Minerario in Galleria a Gavorrano ecc. ecc.) ai percorsi museali diffusi (ad es. Miniera Marchi di Ravi a Gavorrano, Parco delle Biancane); ai percorsi trekking attrezzati (ad es. Percorso dei pozzini antichi di Massa Marittima) sono attività che offrono, sotto la guida di esperti naturalisti, approfondimenti su specifici temi riguardo alle scienze naturali e la geologia, ma anche archeologia, educazione ambientale, antropologia ecc ecc. In particolare il Centro Didattico del Laboratorio di Educazione Ambientale la Finoria offre la possibilità di partecipare ad attività tematiche di geologia, mineralogia e petrografia attraverso la manipolazione e l’osservazione diretta dei reperti, l’utilizzo audiovisivi e di strumentazione di laboratorio.

    Il portale internet

    Al fine di valorizzare ulteriormente il territorio, il Parco ha anche allestito un moderno e innovativo portale internet, , grazie al quale si possono visitare i principali siti culturali della zona - dalla Pinacoteca di Follonica al Duomo medievale di Massa Marittima - e dove è possibile (grazie alla collaborazione del IV Stormo Intercettori dell'Aeronautica Militare) effettuare un "volo virtuale" sopra le Colline Metallifere, in un "viaggio nella memoria" dagli Etruschi all'epopea dei villaggi minerari, rimasta scolpita nelle indimenticabili pagine scritte da Luciano Bianciardi e Carlo Cassola, da La vita agra a Minatori della Maremma.

     

    Il Premio S. Barbara

    E proprio per proseguire nel solco di questa tradizione letteraria, il Parco ha istituito il Premio nazionale "S.Barbara" (la cui cerimonia di premiazione si tiene, ogni anno, nel suggestivo scenario del Teatro delle Rocce di Gavorrano) per racconti inediti dedicati al tema "Miniera, natura e cultura", presieduto da Pamela Villoresi che - in qualità di testimonial e Direttore artistico del Parco - ha il compito di elaborare e produrre degli spettacoli teatrali tratti dai testi vincenti.
    I racconti premiati e segnalati vengono raccolti e pubblicati nel volume Cuore di Terra, a cura della Gaffi Editore di Roma. Inoltre, tutti gli elaborati pervenuti verranno catalogati nel Museo della Memoria istituito presso la "Porta del Parco" di Gavorrano.

     
    Logo del Parco Nazionale Tecnologico Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane
     
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