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Ci sono cose, eventi che non lasciano traccia di sé
e scompaiono dalla storia. Ci sono invece cose che rimangono
visibili davanti agli occhi e alla memoria per troppo tempo;
allora anch'esse rischiano di scomparire, come delle immagini
sovraesposte alla luce e quindi sbiancate, rese evanescenti.
Ci sono cose che non esistono più, perché a
un certo punto hanno smesso di servire, hanno esaurito il
loro ruolo. Questo vale per un castello medievale diroccato
come per una miniera abbandonata. Essi hanno perduto il loro
senso originario per acquisirne un altro, di volta in volta
diverso.
La miniera, luogo del lavoro e dell'economia, può trasformarsi
in un'ingombrante maceria, oppure in un prezioso luogo della
memoria.
Ma per riuscire a restituire una funzione alle cose estinte
bisogna dar loro un nuovo senso, un significato, un motivo,
una direzione, una chiave di lettura comprensibile e giustificata.
Questo è un Parco tematico ed in particolare un Parco
nazionale minerario di nuova generazione, nato dalla collaborazione
tra Enti Locali, Regione Toscana e Stato per sviluppare un
territorio riscoprendo la sua dimensione immateriale, coniugando
storia e natura, integrando l'offerta archeomineraria, quella
ambientale e paesaggistica.
Un Parco minerario non è un prodotto turistico da usare,
ma un prodotto culturale in grado di consentire un percorso
di conoscenza del territorio.
La nostra è una proposta di percorso attraverso la
memoria, il presente, il futuro di un popolo e di una terra
straordinaria.
Buon viaggio.
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Hubert Corsi |
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Presidente del Parco Nazionale Tecnologico e Archeologico
delle Colline Metallifere Grossetane
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IL PARCO NAZIOANLE TECNOLOGICO E ARCHEOLOGICO
DELLE COLLINE METALLIFERE
Il paesaggio minerario toscano
ll Parco nasce dalla volontà di non disperdere la
storia della attività minerarie e della metallurgia
che si sono succedute nel comprensorio delle Colline metallifere
Grossetane per circa tre millenni e che hanno influito alla
determinazione del loro paesaggio culturale.
La salvaguardia dei siti industriali e minerari dismessi,
integrata alle notevoli risorse naturalistiche ed a fulgidi
esempi della architettura ed arte medioevale, esistenti copiosamente
nella zona, fanno delle Colline Metallifere un itinerario
per un turismo diverso.
Il tema conduttore è la riscoperta delle tracce delle
miniere ed il lavoro nel sottosuolo. Inevitabilmente, nel
viaggio, attraverso queste terre, si sovrappongono una natura
straordinaria e testimonianze di cultura di grande interesse.
Il Parco Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere
Grossetane, uno dei primi a carattere tematico istituito in
Italia dal Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio,
è destinato a occupare un posto di rilievo nella rete
dei parchi europei: il valore delle sue testimonianze archeologiche,
la significatività del suo patrimonio archeo-industriale
e la qualità delle sue risorse ambientali e paesaggistiche
ne fanno un parco politematico che trova difficilmente altre
esperienze riscontrabili.
Come conseguenza di questa tenace azione difensiva è
stato istituito (con decreto ministeriale 28/2/2002 dal Ministero
dell'Ambiente in applicazione alla legge 388/2000) il Parco
Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere che si
colloca fra i parchi di archeologia industriale: esso è
finalizzato a offrire ai visitatori l'opportunità di
accostarsi a un patrimonio molteplice, dove la storia, l'arte,
l'ambiente, la tecnica e le diverse culture del lavoro che
si sono succedute diventano gli elementi di una struttura
profonda del territorio che il Parco intende restituire in
tutta la sua ricchezza e complessità. L'originalità
del Parco si segnala è innanzitutto dovuta al suo carattere
multitematico: il suo pregio e la sua attrattiva dipendono
da un'offerta molteplice di temi di interesse, legati all'archeologia
etrusca e medievale, all'archeologia industriale, al patrimonio
naturalistico e ambientale, al patrimonio storico-architettonico
(centri storici, castelli, ecc.) e al paesaggio. Per la sua
struttura multipolare il parco non costituisce un areale continuo
che si sovrappone a tutto il territorio delle Colline Metallifere,
esso ha invece, natura di Network Park la cui unitarietà
non è data dalla continuità territoriale quanto
dalle sue caratteristiche di rete che interconnette un sistema
disgiunto di "zone a parco" dove si concentrano
le maggiori occasioni di offerta culturale e di intrattenimento.
Il parco infatti per la sua profondità storica abbraccia
un insieme di testimonianze dell'attività metallurgica
e mineraria che si distribuiscono su un lunghissimo arco storico,
dall'epoca etrusca fino all'età
contemporanea.
Il Parco comprende il territorio dei sette Comuni a nord della
Provincia di Grosseto: Follonica, Gavorrano, Massa Marittima,
Montieri, Monterotondo Marittimo, Roccastrada e Scarlino,
ed è costituito da un Consorzio di cui fanno parte
Ministero dell'Ambiente (che nomina il Presidente), Ministero
dei Beni e le Attività Culturali, Regione Toscana,
Provincia di Grosseto, Comunità Montana Colline Metallifere
e le sette Amministrazioni Comunali (che nominano in loro
rappresentanza il Vice Presidente).
Le finalità istituzionali del Parco riguardano il recupero,
la conservazione e la valorizzazione del patrimonio ambientale,
storico-culturale e tecnico-scientifico delle Colline Metallifere,
segnate in particolar modo dall'esperienza mineraria, promuovendo
un circuito turistico-culturale.
Per questo, in ogni Comune, è stata istituita una "Porta
del Parco" dove, oltre al centro d'accoglienza e informativo
e al centro di documentazione, vengono organizzati itinerari
e visite guidate, seminari, corsi di formazione professionale
e stage post-laurea universitari.
Le "Porte del Parco" sono state inaugurate nella
primavera del 2005.
Il Master Plan
Il Parco, inoltre, si è dotato di un Master Plan,
redatto dai Professori Riccardo Francovich dell'Università
di Siena e Massimo Preite dell'Università di Firenze,
con il quale si intende "mettere a sistema" questa
molteplicità di risorse in grado di offrire un modello
di fruizione integrato che possa generare flussi cospicui
di "turismo responsabile" e quindi incentivare nuove
opportunità per lo sviluppo economico del territorio.
Tra i progetti indicati nel Master Plan vi sono l'insediamento
di un nuovo Polo Universitario a Follonica, il Centro archivistico
minerario a Massa Marittima e il Laboratorio di ricerca ambientale
a Gavorrano. Il tutto all'interno del "Polo museale diffuso",
grazie al quale il Parco è stato recentemente premiato
dalla Regione Toscana e indicato come Ente capofila dei progetti
"Toscana Underground" e "Archivi minerari in
rete", nei quali sarà catalogato anche l'ingente
patrimonio costituito dall'archivio fotografico della Montecatini-Edison,
in virtù dell'accordo di programma stipulato dal Parco
con il Centro Cultura d'Impresa di Milano. Un riconoscimento,
questo, che testimonia come le Colline Metallifere rappresentino
un vero e proprio distretto culturale unico nelle sue molteplici
peculiarità".
Il portale internet
Al fine di valorizzare ulteriormente il territorio, il Parco
ha anche allestito un moderno e innovativo portale internet,
, grazie al quale si possono visitare i principali siti culturali
della zona - dalla Pinacoteca di Follonica al Duomo medievale
di Massa Marittima - e dove è possibile (grazie alla
collaborazione del IV Stormo Intercettori dell'Aeronautica
Militare) effettuare un "volo virtuale" sopra le
Colline Metallifere, in un "viaggio nella memoria"
dagli Etruschi all'epopea dei villaggi minerari, rimasta scolpita
nelle indimenticabili pagine scritte da Luciano Bianciardi
e Carlo Cassola, da La vita agra a Minatori della Maremma.
Il Premio S. Barbara
E proprio per proseguire nel solco di questa tradizione letteraria,
il Parco ha istituito il Premio nazionale "S.Barbara"
(la cui cerimonia di premiazione si tiene, ogni anno, nel
suggestivo scenario del Teatro delle Rocce di Gavorrano) per
racconti inediti dedicati al tema "Miniera, natura e
cultura", presieduto da Pamela Villoresi che - in qualità
di testimonial e Direttore artistico del Parco - ha il compito
di elaborare e produrre degli spettacoli teatrali tratti dai
testi vincenti.
I racconti premiati e segnalati vengono raccolti e pubblicati
nel volume Cuore di Terra, a cura della Gaffi Editore di Roma.
Inoltre, tutti gli elaborati pervenuti verranno catalogati
nel Museo della Memoria istituito presso la "Porta del
Parco" di Gavorrano.
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